mercoledì 24 agosto 2016

Terremoto (e unioni civili)

Le assurdità di quegli invasati di Militia Christi non le commento perché commentare le assurdità non è mai un esercizio piacevole, e anche perché in genere si hanno cose più interessanti da fare. C'è da rilevare con rammarico come ogni tragedia dia purtroppo la stura anche alle idiozie di questi squallidi e poveri personaggi. Quando ci fu il terremoto de L'Aquila fu la volta, se ricordate, del leggendario padre Fanzaga di Radio Maria, che disse (testuale) che il sisma "è stato voluto dal Signore affinché questi fratelli [i deceduti sotto le macerie] partecipassero alla passione del Signore". Oggi invece abbiamo appunto i militari di Cristo che dicono che il terremoto è stata la punizione per aver fatto la legge sulle unioni civili.
Esistono anche questi personaggi, per quanto incredibile possa sembrare, e non so bene, ancora, se mi facciano più paura o più incazzare.

sabato 20 agosto 2016

Il puntino

Chi ipoteticamente osservasse il nostro pianeta da un punto qualsiasi dello spazio, lo vedrebbe come un insignificante puntino, quale effettivamente è. Se l'osservatore spaziale avesse un'ottima vista, probabilmente distinguerebbe, sempre sullo stesso puntino, autostrade intasate di vacanzieri in fuga dalle città e decine di bambini che ogni giorno muoiono sotto le bombe; vedrebbe paesi interi devastati dalla fame e dalla miseria e paesi la cui spesa sanitaria schizza alle stelle per curare le obesità; vedrebbe flotte di yacht di 70 metri ancorati in prestigiose darsene e file di barconi malandati, carichi di disperati, cercare di attraversare il Mediterraneo trasformandosi spesso in tombe. L'osservatore probabilmente si chiederebbe come sia possibile che su un puntino tanto piccolo convivano realtà così diverse e differenze così macroscopiche.
Poi, guardando ancora meglio, potrebbe riuscire a distinguere una piccola grande testa di cazzo che su un puntino così piccolo vorrebbe addirittura tirare su muri.
A questo punto ne avrebbe sicuramente le palle piene e comincerebbe a cercare qualche altro puntino più interessante da osservare.

Burkini

La bomba burkini si sta sgonfiando piano piano, come è naturale che sia. D'altra parte il mese di agosto, con la sua pigrizia e indolenza e notoriamente privo di avvenimenti che attirino l'interesse, è sempre stato terreno fertile per il germogliare di polemiche più o meno utili. Quest'anno, accanto a poco altro, abbiamo avuto il burkini che, per come la vedo io, è una polemica che non sarebbe mai nata se il problema, ammesso che di problema si tratti, si fosse affrontato nell'ottica della libertà di ognuno di vestirsi come crede, che in definitiva è ciò che penso io. Troppo difficile? Troppo semplice? O forse entrambe le cose assieme? Chi lo sa.
Le contestazioni principali a questa (mia ma non solo mia) visione del problema, mi pare di aver capito che siano sostanzialmente due: una vuole che il burkini rappresenti una sorta di sottomissione della donna ai voleri dispotici del marito - in sostanza lei è obbligata a indossarlo non solo per motivi culturali/religiosi, ma appunto per non incorrere nelle ire funeste (magari pure manesche) del consorte; l'altra contestazione alla visione di cui sopra si inserisce invece nell'alveo delle differenze intrinseche di cultura, usi, costumi che intercorrono tra noi e loro, che nel caso specifico si riassumono egregiamente con la frase "provate ad andare in spiaggia col bikini a casa loro".
Ora, la prima contestazione si smonta facilmente chiedendo a chi la sostiene se sia sicuro che per le donne indossare il burkini è un obbligo derivato dalle imposizioni autoritarie dei consorti invece che una libera scelta dettata dal desiderio di assecondare quanto previsto dalle regole imposte da religione e cultura. La risposta è quasi sempre un perentorio sì, perché sono cose che si sanno, oppure perché lo si è letto da qualche parte, o perché lo si è sentito da qualche amico ecc. Alla domanda se qualcuno abbia mai incontrato direttamente una di queste donne e se le abbia fatto qualche domanda in merito, la risposta è sempre no perché non serve chiederglielo, sono cose che si sanno.
Io ovviamente non faccio testo, ma tre miei colleghi di lavoro sono musulmani e con uno di essi, marocchino, tra l'altro una persona squisita, ci lavoro fianco a fianco tutti i giorni da anni. Ho provato a chiedergli cosa pensi di tutto il bailamme di questi giorni attorno alla questione. Si è messo a ridere, poi ha ammesso di non capire neppure lui dove sia il problema se uno si veste come cavolo gli pare senza dare fastidio a nessuno. Su questo siamo quindi in sintonia. Gli ho poi fatto presente la storia che secondo molti il burkini è una imposizione autoritaria di stampo maschilista. Lui ha riso una seconda volta, poi ha aggiunto che sono tutte balle e mi ha raccontato che anche sua moglie quando va al mare lo indossa, ma non perché glielo imponga lui, ma semplicemente perché lei preferisce così. E tra l'altro a lui dispiace pure che lo indossi perché sarebbe molto più contento di vedere sua moglie in bikini piuttosto che tutta coperta. È semplicemente una questione di sensibilità femminile, ha continuato poi, alcune donne preferiscono mostrare di più, altre di meno, addirittura ci sono tante donne sedicenti musulmane che se ne fregano e usano il costume, ma l'idea che siamo noi mariti a imporre loro come vestirsi è semplicemente ridicola.
Ora, da queste parti non si è nati ieri, e l'idea che le cose stiano esattamente come raccontate dal mio collega si prende con grosse pinze - anche perché fatti di cronaca che smentiscono questo racconto non sono purtroppo infrequenti - ma, in linea generale e anche alla luce di questa testimonianza, mi sembra di poter dire con una certa tranquillità che il luogo comune burkini-imposizione forzata non sia assolutamente valido a livello generale, ma semmai particolare.
La seconda contestazione, invece, quella del "provate a usare il bikini a casa loro", si smonta ancora più semplicemente con la logica, che si riassume nella semplice domanda se vogliamo dimostrare la loro stessa ottusità, quella che stigmatizziamo un giorno sì e l'altro pure, o se invece non preferiamo dimostrare di essere un pelino più aperti e civili di loro.

mercoledì 17 agosto 2016

Gliela spiegate voi la progressività fiscale?

Tra le ricette di Salvini per rilanciare la crescita c'è la tassazione unica al 15% su tutti i redditi. A parte il fatto che non è ben chiaro (e Salvini non lo spiega) attraverso quale meccanismo un'aliquota sola favorirebbe la crescita, ma ci sarebbe comunque da ricordare al tipo delle felpe che la nostra Costituzione prevede la progressività fiscale, che significa che le tasse sono (o almeno dovrebbero essere) commisurate al reddito, e tassare allo stesso modo chi dichiara un milione di euro e chi ne dichiara mille va leggermente contro i dettami della suddetta Costituzione. Che naturalmente Salvini conosce a menadito.

martedì 16 agosto 2016

È in difficoltà

Siamo abituati ai suoi deliri, li sentiamo da anni, ma c'è solo una spiegazione alla recrudescenza di stronzate che ha caratterizzato l'ultimo periodo: è in difficoltà. Non ci possono essere altre motivazioni.

domenica 14 agosto 2016

Fantapolitica

La ministra dell'istruzione svedese, Aida Hadzialic, socialdemocratica, si è dimessa dalla sua carica dopo essere stata beccata alla guida leggermente alticcia (0,2, un paio di bicchieri di vino). "Ho commesso il più grande errore della mia vita," ha commentato la ministra dimissionaria durante la conferenza stampa in cui ha dato l'annuncio. Il premier svedese si è detto contento che la ministra abbia compreso la gravità di quanto accaduto e non si è opposto alla decisione della signora di dimettersi.
Lo so, sembra fantapolitica.

sabato 13 agosto 2016

La Raggi non replica

Forse ha fatto bene, la Raggi, a non replicare (almeno finora) alla polemica sul maxi compenso della sua capo di gabinetto. Probabilmente anche io, nei suoi panni, avrei preferito starmene buono in attesa del calmarsi delle acque. Perché qualunque replica la sindaca avesse messo in campo si sarebbe comunque rivelata un boomerang, per il semplice fatto che il M5S ha costruito tutta, o almeno gran parte, della sua fortuna grazie alle battaglie contro gli sprechi e i costi della casta. E la vicenda in questione non è certo di quelle che perorano nel migliore dei modi le cause di cui sopra.

giovedì 11 agosto 2016

30mila euro

Quando Renzi dice che in banca ha 30mila euro e che come Presidente del Consiglio guadagna come da sindaco di Firenze, esternazione volta a inculcare l'idea che fare il politico in fondo non è così remunerativo, dimentica di dire che moltissime cose che i comuni mortali devono pagare di tasca propria, i politici non le pagano, o le pagano con fortissime riduzioni. Ovviamente non serve che stia qui a fare l'elenco.