martedì 19 settembre 2017

Quarant'anni di Ti amo

Ti amo, di Tozzi, compie quarant'anni. Quando uscì ne avevo sette. Oggi mi sento molto più vicino ai vent'anni di cui cantava De Gregori, quelli che "sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più".

Orlandi e Fittipaldi

Dal mio modesto punto di vista, un giornalista che ci tenga a definirsi tale non sbandiera all'universo mondo un documento con rivelazioni potenzialmente devastanti, tra l'altro relative a uno dei casi di cronaca più discussi e misteriosi degli ultimi trent'anni, insinuando dubbi sulla sua autenticità ("se è vero [...] apre squarci clamorosi sulla storia della Orlandi"). Un giornalista degno di questo nome che entrasse in possesso di un documento del genere, credo farebbe delle verifiche, cercherebbe riscontri in grado di confermarne l'autenticità, o quanto meno di aumentare le possibilità che si tratti di un documento autentico. Non dico che Fittipaldi non l'abbia fatto, intendiamoci, ma da ciò che dice, se anche l'ha fatto questi riscontri non sono venuti alla luce. Quindi? Quindi tutta questa storia a me puzza tanto di acchiappaclic e di trovata pubblicitaria per il relativo libro. Ma io sono sempre stato malfidente.

lunedì 18 settembre 2017

Aumenti improvvisi di autostima

Stamattina. Sala d'attesa del medico. Una signora a un'altra signora seduta vicino a lei: "Prima di me c'è quel ragazzo in piedi vicino alla parete."
Il ragazzo in piedi vicino alla parere ero io coi miei 47 anni.
:-)

Basta con la giustificazione

Come i lettori più attenti avranno notato, ho rimosso la giustificazione del testo dei post, che sono quindi allineati a sinistra come da impostazione originaria. Perché? Uno dei motivi è che l'apposita app Blogger, nella sua spartanità, non prevede la possibilità di farlo, e dal momento che ormai la stragrande maggioranza dei post li scrivo col cellulare...

Ci sarebbe la possibilità di aggiungere l'apposita stringa di codice nel modulo dei CSS, che consente la giustificazione automatica di ogni nuovo post (e anche di quelli già pubblicati), ma l'effetto è nullo visualizzando il blog dal browser di un dispositivo mobile - la giustificazione ottenuta con questo sistema è visibile solo da pc.

Un altro tentativo l'ho fatto scrivendo i post tramite browser mobile e inserendo all'inizio e alla fine del testo i tag <DIV> e </DIV> con all'interno le istruzioni per la giustificazione. Un'impresa fattibile ma infarcita di difficoltà pratiche.

Soluzione finale: niente giustificazione e amen.

domenica 17 settembre 2017

Giudici eletti dal popolo

Un po' mi fanno tenerezza, gli elettori leghisti. Prendete quelli che erano oggi sul prato di Pontida. Ogni promessa fatta da Salvini, da realizzarsi in caso vada al governo, è semplicemente irrealizzabile, e loro, poveretti, tutti lì ad applaudire, senza nessuno che si sia reso conto che il tipo della ruspa stava prendendo tutti per il culo. Prendete la faccenda dei giudici eletti dal popolo, solo per fare un esempio, un vecchio cavallo di battaglia del carroccio. Non è realizzabile per un motivo molto semplice: è incostituzionale e qualsiasi proposta che fosse presentata in tal senso non passerebbe mai al vaglio della verifica di costituzionalità. Per farlo, occorrerebbe preventivamente presentare una legge di revisione costituzionale che non vedrebbe mai la luce, in primo luogo perché tali leggi prevedono un iter parlamentare molto più lungo e articolato rispetto alle leggi ordinarie, e in secondo luogo perché ci vorrebbero numeri in Parlamento che la lega non otterrebbe neppure con appoggi esterni. Quindi, cari militanti leghisti che applaudite, svegliatevi, Salvini vi sta prendendo per i fondelli.

Sì, vabbe', ciao.

Il giovane Stalin

Leggo nel libro di Mieli che Stalin, da giovane, negli ultimi anni del 1800, studiò per un certo periodo in un oscuro seminario della Georgia e all'epoca molti davano come molto probabile un suo futuro nel sacerdozio. In quel periodo si fece pure apprezzare come valido tenore e sensibile poeta - sì, sembra strano ma sto parlando di quello Stalin lì. Ciò che fece poi di lui il sanguinario dittatore che tutti conosciamo fu il clima di terrore con cui i reggenti del seminario gestivano la struttura, clima di terrore a cui Stalin tentò sempre di ribellarsi, fino alla sua espulsione. In pratica, il futuro dittatore non fece altro che applicare su larga scala le barbarie, i metodi di controllo, la pedagogia medievale e il pugno di ferro con cui all'epoca venivano gestiti gli istituti religiosi in Russia e zone limitrofe. Si può insomma dire che furono i preti a fare di Stalin ciò che poi è diventato.

E sì, alla fine gli immigrati rovineranno questo paese


sabato 16 settembre 2017

Vitalizi

Che poi, alla fine, l'irritazione non nasce tanto dal fatto che seicento parlamentari si sono garantiti la pensione dopo quattro anni e mezzo dal primo ingresso in Parlamento, né dall'entità della stessa, quanto dal fatto che a legiferare su questa materia siano gli stessi beneficiari. Esiste forse conflitto di interesse maggiore di questo? È come se a legiferare sulle assicurazioni ci fosse un assicuratore; a legiferare sull'editoria ci fosse un editore; a legiferare sulle televisioni ci fosse un imprenditore televisivo ecc. Che poi, pensandoci, in Italia abbiamo visto anche questo, quindi alla fine perché irritarsi?

venerdì 15 settembre 2017

Quei fancazzisti al sud




Nell'immaginario collettivo, sapientemente coltivato e fatto fiorire strumentalmente, tra gli altri, da personaggi squallidi tipo Salvini e in generale la lega (prima della svolta, perché il sud sarà pure quello che è ma i suoi voti, alla fine, valgono tanto quanto quelli del nord), il divario che divide il nord dal sud dell'Italia, divario economico, culturale, sociale ecc., è da attribuirsi al noto fancazzismo della gente del sud, alla sua indolenza, al suo tirare a campare sperando nella provvidenza e via andare. Non è così, o almeno non è solo così, come spiega Paolo Mieli nel suo saggio storico In guerra col passato (Rizzoli, 2016) che sto leggendo in questi giorni. Il divario ha anche ragioni storiche ben precise, che si rifanno ai secoli in cui Sicilia e sud Italia erano sotto la dominazione spagnola. Così, giusto per sfatare un luogo comune abbastanza in voga e appunto per gran parte infondato.

giovedì 14 settembre 2017